Dopo un periodo di riflessione ho deciso nuovamente di riaprire i contenuti riservati a tutti gli utenti di questo blog. E’ una scelta ormai dettata dalla consapevolezza che l’IA e i suoi promotori hanno fatto pesca a strascico e derubato tutti i contenuti creativi umani.

La battaglia professionale si è spostata dall’ambito delle parole e dei contenuti a quello dell’autorevolezza ed è qui che la quantità di contributi validi può ancora sperare di battere la piaga del plagio.

A breve, dopo qualche giorno di meritato riposo, esporrò i contenuti che tenevo per il mio pubblico selezionato. Vi è sufficiente ritornare sul sito e li troverete per anno e per argomento. Quelli già visibili sono solo una frazione di tutti quelli fin qui prodotti.

Intanto condivido una riflessione: l’IA è oggettivamente una tecnologia disruptive e per chi come me guarda sempre all’innovazione è sicuramente un fattore potenzialmente migliorativo MA va governato sia nella sua applicazione che nella cultura necessaria a governarlo nel tempo.

Ho cominciato a studiare l’argomento in tempi non sospetti (2014) grazie ai ricchissimi contenuti sul Machine Learning del gigante Andrew Ng ma con l’avvento degli LLM tutto ha preso un’accelerazione che rende faticoso anche ai più lucidi misurare l’impatto e l’ampiezza dei cambiamenti.

Il mio timore è che in questo periodo sia in atto uno sforzo titanico di abituare il mondo consumer e quello professionale ad una comodità che è l’anticamera della futura dipendenza.

In periodi di crisi come quella che stiamo vivendo è facile cadere nella tentazione della scorciatoia e del risparmio immediato. Ma le conseguenze a lungo termine possono essere disastrose.

Se volete confrontarvi con me sul vostro caso specifico potete contattarmi qui