Premesse
Nell’anno alle nostre spalle abbiamo visto come il BIM cresce per convinzione tecnica: chi lo adotta lo fa perché ne vede il valore, non perché costretto. Nel 2016 ci sono segnali che questo equilibrio potrebbe cambiare. Nel Regno Unito, a partire dallo scorso 4 aprile 2016, il BIM Level 2 è diventato requisito obbligatorio per i progetti governativi, mentre a livello Europeo si è ancora cauti sugli obblighi. Possiamo supporre che il 2016 sia il primo anno in cui il BIM smette di essere solo una scelta tecnologica e comincia a essere un requisito di gara imposto dall’alto.
Perché un mandato pubblico cambia le dinamiche di adozione più di qualsiasi campagna di sensibilizzazione?
Finché il BIM resta una scelta volontaria, la sua adozione segue la curva tipica delle tecnologie non obbligatorie: pionieri convinti, una maggioranza che aspetta di vedere risultati prima di investire, e una coda che non si muove finché non è costretta. Un mandato di procurement pubblico cambia questa dinamica radicalmente, perché sposta l’incentivo dalla convinzione tecnica alla sopravvivenza commerciale: chi vuole partecipare a gare pubbliche di una certa dimensione deve dimostrare capacità BIM, indipendentemente da quanto ne sia convinto internamente. È un meccanismo più efficace di qualsiasi comunicazione divulgativa, perché agisce direttamente sul fatturato delle imprese coinvolte.
Cosa significa, tecnicamente, che il Regno Unito impone il “BIM Level 2”?
Il BIM Level 2 richiesto dal mandato britannico non è un singolo strumento software, ma un insieme di pratiche organizzative e di formato: modelli disciplinari separati ma coordinati, scambio di dati in formati definiti, un ambiente dati comune con stati informativi espliciti, gestione strutturata di documentazione e informazioni lungo il progetto. È, in sostanza, la formalizzazione a livello di mandato pubblico dei concetti già introdotti dalla normativa tecnica britannica negli anni precedenti – lo stesso impianto concettuale da cui deriva il CDE di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi. Il mandato non richiede una tecnologia nuova: richiede che pratiche già esistenti diventino sistematiche e verificabili.
In che modo un mandato nazionale come quello britannico influenza indirettamente anche i paesi che non lo adottano?
Un effetto meno immediato ma reale del mandato UK è la sua influenza sulle imprese internazionali che lavorano sia nel Regno Unito sia altrove: un’impresa che deve strutturarsi per rispettare il BIM Level 2 sui progetti britannici tende a portare le stesse pratiche – CDE, gestione strutturata dei dati – anche sui progetti in altri paesi, dove magari non sono ancora richieste. È un meccanismo di diffusione indiretta che affianca l’azione diretta di policy: il mandato non serve solo al mercato britannico, ma esporta pratiche organizzative verso mercati dove nessun obbligo normativo esiste ancora.
Conclusioni
Sembra che la spinta all’adozione del BIM possa passare da convinzione delle entità più evolute a requisito di procurement pubblico. È una svolta che potrebbe portare a breve gli altri Paesi ad emularne il coraggio e programmare proprie roadmap nazionali.
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